
lunedì 6 maggio 2019
sabato 4 maggio 2019
LACRIME DI SALE - MARE NOSTRUM
LACRIME DI SALE è il libro scritto nel 2016 da Pietro Bartolo con la collaborazione di Lidia Tilotta, sulle tragedie delle vicende dei migranti, troppi dei quali sono morti nel Mediterraneo.
Libro scritto da chi questi migranti li a accolti tutti, li ha visitati e curati uno per uno, ha ascoltato le loro tragiche storie, è stato loro amico, di molti ne ha costatato la morte, ha fatto le loro autopsie.
Leggere di queste tragiche vicende, che si svolgono sotto i nostri occhi e molto spesso nella totale indifferenza, ci aiuta a capire questa tragedia che riguarda tutti noi, anche se molti di noi tendono ad ignorarla o a sottovalutarla.
Leggere questo libro non è facile; molti episodi sono come un pugno nello stomaco, ma serve a farci veramente capire l'atrocità di questi fatti.
Il libro sarà pubblicato un capitolo al giorno.
Il libro sarà pubblicato un capitolo al giorno.
giovedì 2 maggio 2019
PERCHE' LE ISTITUZIONI ITALIANE NON AFFIDANO AL GENIO MILITARE ITALIANO LE OPERE PUBBLICHE?
Da Wikipedia
trovo e riporto, estrapolandole da un contesto generale, queste notizie:
___________________
Il Genio è un'Arma versatile. Si occupa ad esempio di:
- Realizzazione di ponti per il superamento di ostacoli (canali, fiumi, laghi)
- Ripristino o interdizione del passaggio lungo le principali vie di comunicazione
- Demolizioni.Fra le sue specialità specialità presenti c’è il Genio Ferrovieri che si occupa di trasporto ferroviario, dell'esercizio delle linee militari, della realizzazione di nuovi raccordi/tratti ferroviari, delle opere connesse (ponti e gallerie) e della ricostruzione dopo attacchi nemici (o, aggiungo io, dopo eventi calamitosi).
________________________
Come si vede chiaramente Il Genio Militare, ha strutture, uomini e mezzi capaci di intervenire certamente in modo veloce, efficace, collaudato da lunghi anni di esperienza, su qualsiasi opera pubblica italiana.
Chiedo:
Perché non si prende in considerazione l’idea di affidare tutte le opere pubbliche italiane al Genio Militare magari potenziandone le strutture già esistenti?
Perché non si prende in considerazione l’idea di affidare tutte le opere pubbliche italiane al Genio Militare magari potenziandone le strutture già esistenti?
Gli interventi sarebbero molto più tempestivi, costerebbero di meno e NON CI SAREBBERO LE ORMAI INEVITABILI INFILTRAZIONI MAFIOSE che portano a lavori costosissimi e fatti male, e quindi mettendo a rischio a pubblica incolumità e le finanze dello stato?
lunedì 29 aprile 2019
PIETRO BARTOLO - CORAGGIO E IMPEGNO CIVILE DA SEMPRE
PIETRO BARTOLO
E' CANDIDATO ALLE ELEZIONI EUROPEE
Un voto a Pietro Bartolo
è un voto alla nostra civiltà, non un voto politico
________________
«Pietro Bartolo ha la capacità di farti comprendere attraverso le sue parole, l'umanità e la sua immensa serenità, il senso della tragedia e il dovere del soccorso e dell'accoglienza. - Gianfranco Rosi
«È gelida l'acqua. Mi entra nelle ossa. Non riesco a liberare la stazza dall'acqua. Uso tutta la mia forza e la mia agilità ma la lancia resta piena. E cado. Ho paura. È notte fonda e fa freddo.
Siamo a quaranta miglia da Lampedusa e, se non riesco a farmi sentire subito, mi lasceranno qui e sarà la fine. Non voglio morire così. Non a sedici anni. Il panico sta per impadronirsi di me e comincio a urlare con quanto fiato ho in gola, cercando di rimanere a galla e di non farmi trascinare giù da questo mare che ci consente di sopravvivere ma che può anche decidere di abbandonarci per sempre. "Patri" urlo. "Patri." Lui è al timone e non mi sente. La fine si avvicina, penso. Poi qualcosa accade ...
Ciò che non potevo sapere allora è che non solo quella notte sarebbe rimasta per sempre impressa nella mia mente ma che la mia esistenza sarebbe stata segnata da un mare che restituisce corpi e vite e che sarebbe toccato proprio a me salvare quelle vite e toccare per ultimo quei corpi.»
Pietro Bartolo è il medico che da oltre venticinque anni accoglie i migranti a Lampedusa. Li accoglie, li cura e, soprattutto, li ascolta.
Queste pagine raccontano la sua storia: la storia di un ragazzo mingherlino e timido, cresciuto in una famiglia di pescatori, che si è duramente battuto per cambiare il proprio destino e quello della sua isola. E che, non dimenticando le difficoltà passate, ha deciso di vivere in prima persona quella che è stata definita la più grande emergenza umanitaria del nostro tempo.
Alla sua storia si intrecciano quelle disperate e struggenti di alcuni dei tanti migranti scappati dalle guerre o dalla fame, sopravvissuti non si sa come a un viaggio terribile nel deserto, fra violenze e sopraffazioni inimmaginabili, che in mare hanno spesso visto morire i loro famigliari e, nonostante ciò, non si arrendono, determinati a iniziare una nuova esistenza in Europa. O che sull'«isola degli sbarchi» sono arrivati dentro orribili sacchi verdi, corpi inanimati, di chi fra le onde ha perso la propria vita, dei piccoli che non hanno nemmeno fatto in tempo a vedere la luce. Yasmin, che partorisce Gift circondata dall'affetto delle donne di Lampedusa; Hassan, che per tutto il viaggio porta sulle spalle il fratello paralizzato; Omar, che non riesce a dimenticare; Faduma che, per crescerli, ha dovuto separarsi dai suoi sette figli; Jerusalem, a cui i trafficanti di uomini hanno rubato la spensieratezza; Kebrat, miracolosamente strappata alla morte; e poi Sama e il suo gatto, Mustafà e la piccola Favour.
Lacrime di sale è un pugno nello stomaco, narra cose che nessun articolo di giornale e immagine televisiva potrà mai narrare, e ti inchioda alla tua coscienza. Le sofferenze del medico Pietro Bartolo, il suo senso di impotenza (qualche volta), la sua rabbia (sempre), il suo smarrimento sono così autentici da diventare i tuoi. Come la sua gioia e il suo stupore di fronte all'invincibile forza della vita.
giovedì 7 marzo 2019
Iscriviti a:
Post (Atom)
















































