martedì 7 luglio 2020

QUANDO SI ANDRÀ A VOTARE


QUANDO SI ANDRÀ A VOTARE
Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia, e le 15 formazioni politiche dichiaratamente di ultradestra o fasciste, di cui sotto è riportata la lista completa, potrebbero arrivere al 47%.
Queste formazioni di estrema destra votano già da tempo per Salvini o Meloni. Non votano certamente per il PD o per il M5S e penso che non hanno votato e non voteranno neanche per Forza Italia.
La formazione antagonista, formata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle più tutte le formazioni minori di sinistra presenti o non presenti in Parlamento potrebbero arrivare al 53% e quindi essere maggioritarie, ma gli strilli di Meloni e Salvini non fanno capire alla gente questa realtà.
Mettere assieme questa coalizione di centrosinistra per governare l’Italia non sarà per nulla semplice perché ogni formazione politica vorrà una fetta di potere maggiore della sua consistenza elettorale.
A costruire prima e guidare dopo questo arcipelago di grandi e piccole formazioni politiche dovrà essere una personalità capace, competente e al di sopra delle parti e l’unico nome che mi viene in mente è quello di Giuseppe Conte.
E’ un’impresa titanica che si potrà realizzare solo se tutti i partiti grandi o piccoli di questa coalizione vorranno veramente contrastare questa destra oscura alla quale potrebbe essere consegnato il nostro meraviglioso e sfortunato paese.
Se gli egoismi di partito prevarranno sulla tutela del bene comune sarà esclusivamente di questa maggioranza di centrosinistra la grave colpa di avere consegnato l’Italia nelle mani di questa destra.




sabato 25 gennaio 2020

LA SICILIA IN MOTO - PRIMA GITA: DA SIRACUSA AD ALCAMO




Tutti noi Siciliani sappiamo che la nostra isola è splendida e piena di posti meravigliosi che conosciamo bene e molti di questi posti li abbiamo visitati ed apprezzati.
Anche Marcello Ingrassia ha visitato e conosce questi posti e ce ne dà una sua originale ed affascinante descrizione viaggiando sulla sua amata nuova moto CB125.
In ogni gita, tocca un posto della Sicilia che forse abbiamo visto, ma non a bordo di una moto.
La prima gita con la sua piccola moto è da Siracusa ad Alcamo e fa vedere la nostra Sicilia in un’ottica veramente affascinante che invoglia a mettersi in movimento, ognuno col mezzo che preferisce, per godere della nostra meravigliosa terra.

LA PRIMA GITA






sabato 17 agosto 2019

LA PISTA CICLABILE PUÒ ESSERE UN PERICOLO PER I CICLISTI


Sono assolutamente favorevole a qualunque forma di mobilità alternativa alle auto e quindi anche alla pista ciclabile, ma temo che siano stati sbagliati tempi e modi per la sua realizzazione.
Secondo me, prima si doveva attivare un buon servizio di trasporto pubblico e una efficiente disincentivazione all'uso dell'auto.
Si deve anche fare in modo che le strade siano controllate da telecamere e Vigili Urbani per controllare e reprimere i troppi abusi degli automobilisti.
Già oggi la pista ciclabile viene usata da una minoranza di automobilisti incoscienti come corsia veloce e non vedo un solo vigile che controlla e multa.
Credo anche che le piste ciclabili non dovrebbero essere a raso con la circolazione dei veicoli perché, così come è realizzata la nostra, la possibile e facile invasione della pista da parte di automobilisti incoscienti (e ce ne dono tanti) mette a grave rischio i ciclisti.
Temo che dopo la pausa estiva le nostre strade diventeranno una bolgia infernale e pericolosa.

venerdì 16 agosto 2019

COME SARA’ IL TRAFFICO STRADALE FRA UN MESE AD ALCAMO?

Nell’aprile del 2018 facevo alcune considerazioni sulle penose condizioni del traffico stradale ad Alcamo.
e chiedevo: “Cosa pensa di fare la giunta a 5 Stelle del Sindaco Surdi per risolvere o almeno alleviare questo problema che ci affligge ormai da troppo tempo, considerando che i questi ultimi due anni non ha fatto niente in merito?”

In questi giorni, dopo circa un anno e mezzo, la situazione è radicalmente mutata.
Non si è fatto niente per migliorare le penose condizioni del traffico, anzi si sono all’incirca dimezzate le aree delle maggiori superfici stradali destinate alla circolazione dei veicoli con l’introduzione di una pista ciclabile, che è certamente utilissima se c’ è lo spazio per costruirla.

Quindi lo stesso traffico di sempre in metà spazio stradale.
Al rientro delle ferie e con l’apertura delle scuole non è difficile prevedere che il traffico veicolare resterà totalmente bloccato e, forse, l’Amministrazione sarà obbligata ad aprire gli occhi a ad affrontare il problema del traffico.
COMINCIAMO AD ALLENARCI PERCHE’ PENSO CHE I SOLI MEZZI PER SPOSTARCI POTREBBERO ESSERE LE BICI E I NOSTRI PIEDI.

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Chi pensa che queste considerazioni siano corrette, può inviare questo messaggio ai propri conatti.

sabato 22 giugno 2019

… E’ gelida l’acqua


“… E’ gelida l’acqua, mi entra nelle ossa, non riesco a liberare la stazza dall’acqua. Salto da un punto all’altro ma ogni tentativo è vano. Uso tutta la mia forza e la mia agilità ma la lancia resta piena. E cado.
All’improvviso e senza nemmeno rendermene conto. Ho paura. E’ notte fonda e fa freddo. L’incoscienza dei miei sedici anni mi ha portato a non calcolare il rischio. Non potevo e non dovevo cadere in mare. Mi sembra di morire.
Nella barca grande dormono e chi sta al timone sembra non essersi nemmeno accorto che sulla lancia attaccata dietro non c’è più nessuno. Ho paura. Siamo a 40 miglia da Lampedusa e se non riesco a farmi sentire subito, mi lasceranno qui e sarà la fine. Si renderanno conto di avermi perso quando saranno arrivati in porto. Non voglio morire qui. Sono terrorizzato.
Il panico sta per impadronirsi di me e comincio ad urlare con quanto fiato ho in gola cercando di rimanere a galla e di non farmi trascinare giù da questo mare che ci consente di sopravvivere, ma che può anche decidere di abbandonarci per sempre, di diventare un mostro crudele che non ha nessuna pietà. “Patri” urlo con angoscia che mi cresce dentro. “Patri” urlo ancora. Lui è al timone e non mi sente. La fine si avvicina, penso, ma continuo ad urlare. Poi qualcosa accade. Lui si volta e si accorge di me, dalle mie braccia alzate, dalla mia voce rotta dal pianto. E torna indietro a prendermi.
Urla ai marinai di svegliarsi. A bordo del KENNEDY cresce l’agitazione. Il mare è mosso e non è facile tirarmi su ma alla fine ci riescono. Sono salvo. Ho freddo. Sto male. Comincio a vomitare acqua salata. Piango come un bambino disperato. Mio padre mi stringe forte, mi riscalda come può. Torniamo a casa con la barca vuota per una battuta di pesce andata a male ma con una vita salvata. La mia.
Per giorni nella nostra umile casa di pescatori smetto di parlare. Io che zitto non sono mai stato. Io che fermo non sono mai stato, adesso non riesco a muovermi. E dalla mia bocca non esce nemmeno un suono. Per la prima volta nella mia vita ho capito cosa significa guardare la morte in faccia. Ciò che invece non potevo sapere è che non solo quella notte sarebbe rimasta per sempre impressa nella ma mente ma che la mia esistenza sarebbe per sempre rimasta segnata da un mare che restituisce corpi e vite e che sarebbe toccato proprio a me salvare quelle vite e toccare per ultimo quei corpi. Che ogni volta che in banchina avrei visitato un uomo, una donna, un bambino fradicio di acqua gelida e con gli occhi pieni di paura, avrei ripensato a quegli istanti.
Ogni tanto l’incubo di quella notte torna a farsi vivo ma, da oltre 25 anni, a quell’incubo, a quel terribile ricorso, se ne aggiungono altri, ancora più devastanti e purtroppo, temo altri se ne aggiungeranno.”
Domenico Bartolo